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PER AMORE… SOLO PER AMORE…..

Un articoletto, una riflessione pre-derby noi di Alè Latina, non ce la facciamo mancare. Lo spirito, più che quello di rappresentare la sfida contro il Frosinone sotto il profilo tecnico e delle situazioni di campo, è, più che mai, quello di interpretare quell’intreccio di sentimenti, di preoccupazioni e di emozioni che questo momento storico del Latina Calcio, anche drammaticamente, porta con sé. Sentimenti che ci accomunano e che, il più possibile, dentro i novanta minuti di domani, devono restare fuori dalla testa dei ragazzi, perché ahinoi, oltre il valore simbolico del successo in un derby, quello di  Sabato, e, a mio avviso, quello più ampio dei prossimi quattro turni, per come la nostra classifica si è messa e per come l’obbligato mutamento della rosa, si sono andati a definire, sono il vero crocevia della stagione e dello stesso futuro nella categoria.

Abbiamo seguito tutti quello che, in maniera repentina, ma forse prevedibile, è accaduto nelle dinamiche societarie ed ognuno di noi si è fatto la sua idea personale sulle credenziali o meno della nuova proprietà.

Tutti sapevamo che il massimo che potevamo auspicare era un mercato possibilmente meno indolore, più che un rafforzamento strutturale degli uomini a disposizione di mister Vivarini e quello che è accaduto, fra partenze importanti, necessarie per fare cassa, e fra riusciti o meno abbandoni delle barche che affondano, che solo chi ha il pelo sullo stomaco, nel seguire questo calcio vuoto di anima, non ne resta sorpreso, ha sortito l’effetto che si deve necessariamente prendere  più in considerazione:  vedremo una squadra diversa e che ha il dovere di trovare subito la sua compattezza e la sua credibilità.

Viene in mente, inevitabile, Vivarini, il suo lavoro svolto, ma soprattutto quello da svolgere già nelle prossime ore e, al di là delle critiche, che anche chi scrive gli ha ingenerosamente rivolto nelle prime fasi del campionato, resta l’uomo migliore nel farlo, per il valore umano con cui ha traghettato fin qui un gruppo orfano di garanzie esterne, a una dimensione di fiducia tattica ed emotiva che ha portato, sin qui , 26 punti in classifica dai quali comunque poter ripartire.

Ripartire è il concetto chiave. Il derby, una montagna da scalare, ma anche una occasione unica per seminare un girone di ritorno in crescendo e il percorso di una salvezza che sarebbe più che mai epica, e, in questo senso, l’odierna notizia che il Latina non subirà punti di penalizzazione è già questo un elemento positivo e di ottimismo.

Una montagna da scalare, il Frosinone,  perché, non neghiamocelo, può piacerci o meno, forte o meno forte di cui crediamo, il Frosinone, per valore tecnico, per esperienza dei singoli, per progettualità, resta una montagna da scalare, tra le vette più alte che questo campionato offre, e che, con rimpianto e un inefficace orgoglio, oso dire che il Latina che ha piegato 15 giorni fa il Verona di Pecchia, avrebbe potuto tranquillamente affondare. Ci deve provare questo Latina che è ne è nato praticamente dalle ceneri, che ha il mandato del miracolo della salvezza, che sarà privo di Della Fiore (ammonizione a Spezia e squalifica) e che Vivarini cercherà di rigenerare tatticamente con il solito 3-4-3, e che, all’esperienza, e alle motivazioni dei Brosco, dei Mariga e dei Corvia, dovrà affidare il tutto per tutto. Se la scossa parte da loro allora più facile che l’inserimento degli altri sia più immediato ed efficace, in particolare di quel Bonaiuto, uomo del mister già nelle esperienze di Teramo e Aprilia e che dovrà, speriamo, far rimpiangere il meno possibile il buco lasciato da Scaglia.

Troveremo un Frosinone che viene per vincere, che deve difendere uno dei due primi piazzamenti utili al ritorno in A, che guarda alla determinazione del Benevento, e alla crescita della Spal, con senso della paura, ma che comunque conserva, forse, la coppia di attaccanti più forte del campionato e un gruppo di calciatori di indubbio curriculum. Tra i suoi pali, guarda la fatalità, la simpatia di Zappino, vista l’assenza di Bardi.

Tutto questo ha il sapore drammatico e romantico, di Davide contro Golia. Lavoriamoci tutti, tifosi compresi, occasionali o meno,  perché l’esito sia lo stesso….che magari alle lacrime di oggi, sabato sera, si sostituirà un sorriso, l’idea che esista sempre un nuovo giorno nerazzurro.

Da Mannarelli a Pilleddu, da Simonetti  a Guarniero, a Morano, arrivando idealmente allo stesso Ughetto… ci piace pensare che qualcosa di loro entri sabato in campo con quei ragazzi che indosseranno la maglia nerazzurra, quasi a trascinarli in un altro pezzo di strada e di storia.

Per amore e solo per amore……

 

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