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LATINA, INIZIA IL VIAGGIO Approfondimenti Calcio Editoriali 

LATINA, INIZIA IL VIAGGIO

Pronti, via si alza il sipario sulla Serie B, stagione 2016-2017, la quarta nell’esperienza del Latina Calcio, la più difficile perchè la prossima…nel calcio, spesso è sempre la più difficile da affrontare.

10624886_861600113852148_5660811843112090293_nCi accompagneranno in questo nuovo percorso altre 19 sorelle dai potenziali e dalle ambizioni vicine o nettamente lontane dalle nostre, e se i pronostici di iniziali, nella serie cadetta, rappresentano un esercizio azzardato e spesso senza senso, si può tranquillamente dire che si tratterà di un campionato in cui la parola sorpresa sarà come sempre la regina di ogni discorso… squadra, giocatore, allenatore che sia.

 

HELLAS E I CUGINI: LE GRANDI FAVORITE

Si può comunque provare a ipotizzare che sia il Verona, che incontreremo alla prima giornata, e appena retrocesso dalla serie A, la più credibile delle candidate a una promozione diretta e quindi dall’ottenimento delle prime due piazze della classifica.
L’ Hellas lo farà dall’alto del suo blasone, della sua storia irradiata dallo storico scudetto di Bagnoli sulla cui panchina da oggi siede quel Fabio Pecchia che invece poco non ha inciso nella scrittura di un altra storia, quella nerazzurra. Sarà chiamato a dare la sua impronta di gioco agile e propositivo
a una squadra forte di una difesa importante e di una terna di attaccanti ricca di fascino: l’eperienza di un vecchio leone (Pazzini), il talento di un vero e proprio astro nascente del calcio italiano (Ganz) e quello già consolidato di Juanito Gomez che resta, per la serie B, sempre e comunque il classico giocatore che fa la differenza. Le punte (Ciofani e Dionisi), in realtà, restano anche per il Frosinone, che divive coi veneti il ruolo di favorita, la garanzia migliore per il un ritorno immediato nella massima serie, e la scelta di Marino, tradizionalmente tecnico del calcio offensivo, ha in questo senso una logica di valorizzazione del loro potenziale.

 

PECCHIA E UNA CORAZZATA DA GUIDARE

Sarà proprio in quel di Verona che l’undici di Vivarini, calcando il nobile e storico prato del Bentegodi, farà il suo debutto. Il calendario ci riserverà, nei successivi due turni, il casalingo match contro lo Spezia di Di Carlo e di Nenè e proprio l’attesissimo e caldissimo derby contro i cugini, nella tana del Matusa. Riassumendo, il calendario non è stato clemente. Focalizzando solo il primo incontro è chiaro che la speranza, oltre ad essere sorpresi da un Latina già avanti sul piano fisico e tattico, è quella di ritrovarci, sabato sera, contro un avversario ancora non amalgamato, e soprattutto ancora lontano dalla piena conoscenza delle richieste del nuovo tecnico. Centrocampo a tre agile e veloce nel palleggio, per alimentare gioco e far girare il più possibile la squadra avversaria.
Come sempre, a maggior ragione nei primi turni, la condizione atletica dirà prepotentemente la sua sull’andamento dei novanta minuti.
Il Verona, al di là della novità in panchina, rimane una squadra affiatata nei suoi interpreti e che il mercato non ha rivoluzionato così radicalmente. L’idea di base è il 4-3-3. Difesa importante negli esterni con gente come Romulo, su cui Fiorentina e Juventus hanno in passato fatto la loro scommessa, e come Pisano, tanta esperienza nella massima serie. Al centro, salvo operazioni in uscita, Bianchetti (preme la Samp) e Caracciolo jr, appena uscito dall’ottima stagione al Brescia. In mezzo al campo due vecchie conoscenze dei nostri colori, sui quali Pecchia, senza dubbio, lavorerà per la loro crescita e consacrazione. Federico Viviani e Fossati, in goal contro il Crotone in Coppa Italia, ottimo stoccatore e capace di ricoprire qualsiasi posizione della linea mediana. Una linea
verde di grande tasso tecnico a cui si affiancherà la corsa di Greco (ex Roma) e di quel Zucolini che al Francioni, allora nelle file del Bologna, tanto impressionò positivamente.
In attacco, il vero espereimento di Pecchia: l’adattamento di Ganz ad esterno, soluzione forse un pò prematura. Ecco che contro i nerazzurri la certezza è Pazzini che parte punta centrale, e sugli esterni l’usato sicuro di Juanito Gomez, 34 reti in 5 stagioni, e di Bosko Jankovic o la freschezza del
baby Fares, il franco algerino classe 1996 prodotto del settore giovanile.

Insomma l’organico a disposizione del buon Fabio è composto e sufficientemente attrezzato
per il ritorno in A, munito in ogni reparto di tante pedine di indiscutibile valore e, soprattutto,
pensato nella direzione di un mix fra esperienza e prospettiva.

 

IL PRIMO LATINA DI VIVARINI

La prospettiva, invece, è stato il live motive del nostro mercato estivo, una scelta quasi obbligata e comunque guardata con moderato ottimismo dalla piazza pontina. Quasi certo, salvo clamorose sorprese il varo del 3-5-2, il cui dubbio più rilevante resta l’uomo da affiancare a Paponi in attacco.
Proprio Paponi sembra, a buon diritto l’uomo del momento, per lo stato di forma, per il modo di interpretare i movimenti richiesti dal mister e per la determinazione che invece tutti richiediamo agli agli attaccanti della rosa.
Comunque, si sale sul pulman con fiducia, con nulla da perdere e tanto da costruire, ma anche con qualcosina in mano che tra amichevoli e coppa Italia abbiamo già potuto intravedere ovvero una squadra che in fase di non possesso appare spesso ordinata e poco esposta a concedere spazi.
Su altrettanti pulman e macchine partiranno alla volta della città di Romeo e Giulietta numerosi supporters nerazzurri in una delle trasferte più eccitanti di questa annata, anche per la qualità della tifoseria rivale. Lo Stadio è il Marcantonio Bentegodi, quasi quarantamila posti a sedere spesso
fatale alle big del calcio nazionale. Fischierà l’arbitro Minelli.
Inizia il campionato ma sta finendo una settimana di grande dolore e in cui un altro terremoto ha piegato la gente del nostro Peaese. Tutti, nessuno escluso, si sono commossi di fronte al dramma di una popolazione che a meno di 200 chilometri da qui ha in parte perso la vita, un familiare, e chi l’ha salvata probabilmente, dalle macerie, ne deve costruire una nuova. Il mondo del calcio, le società e le tifoserie organizzate, compresa la nostra, anche questa volta non mancherà di
mobilitarsi. A questa tragedia va il nostro pensiero e forse ci rifarà, tra le altre cose, apprezzare un modo diverso di stare insieme in questa passione che ci accomuna, in questo pallone meno fantatico e più solidale.
M.C.

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