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Il vento nuovo di Vivarini

Viglia di ferragosto e nel popolo nerazzurro tornano romanticamente a fermentare ansia e curiosità per il nuovo corso del Latina.. il Latina 2016-2017, quello che riparte da Vincenzo Vivarini.

VivariniLa presentazione delle maglie sotto la gradinata ha simbolicamente rappresentato, ieri, l’apertura della nuova stagione, ma inevitabilmente é divenuta occasione di confronti e di scambi sui classici temi della nostra competitività e delle relative prospettive, il tutto condito dal classico senso dell’attesa del calendario.

E il calendario ha subito detto Verona, e derby al Matusa in trasferta, intervallate dall’esordio in casa contro lo Spezia, ovvero un inizio niente male, ma qualcosa ci dice che contro i nostri ragazzi neanche per queste corazzate, date dai pronostici come favorite per il ritorno in serie A, sarà una passeggiata di salute.

I motivi sono legati alla stessa identità del nuovo Latina attrezzato dalla coppia Maietta-Aprile e alla loro scelta, condivisibile, di non snaturare, né rivoluzionare radicalmente la rosa della scorsa annata. L’elemento nuovo è il fattore Vivarini, “luminare” delle panchine di Lega Pro, due annate e due miracoli in quel di Teramo (47 vittorie in 106 partite) e tanto, ma tanto silenzioso consenso fra gli addetti ai lavori del calcio italiano. Non di sole individualità vive il suo calcio, pare, ma soprattutto di lavoro certosino e fondato su concetti chiari e precisi. Chi l’ha visto all’opera nel ritiro di Castel di Sangro parla di un gran lavoratore, di una presenza già autorevole ma pacata sui comportamenti del gruppo, sia a livello tattico, sia su dinamiche fuori dal campo.

L’imperativo è l’attacco a due punte, la sua idea è prevalentemente il 3-5-2 dove la fisicità e la corsa degli esterni sarà determinante per le due fasi di gioco. La priorità è quella di mescolare con successo, e il prima possibile, nuovi e talentuosi ragazzi, a uomini di esperienza e classe che hanno scelto nuovamente Latina per onorare un altro anno la propria carriera.
Tra questi ultimi spicca un Mariga che finalmente torna a fare una preparazione atletica classica e completa,la coppia Della Fiore – Brosco su cui il Latina ha fondato la scorsa salvezza, e per fortuna, uno Schiattarella che abbiamo temuto di perdere corteggiato dalle sirene salernitane. Per non parlare di Alberto Scaglia per il quale non ci sono parole per descriverne l’importanza.

Come affiatamento tecnico, se il gruppo, salvo operazioni di mercato in uscita, ha conservato unsuo zoccolo duro, siamo già avanti e quindi, sulla carta, meno timorosi di un immediato confronto con due big di questo campionato. Come integrazione tattica lo dirà il campo, ma la agevolerà anche una auspicabile dose di pazienza sia della piazza che della dirigenza nerazzurra.
I rumors della tifoseria, le attese della gente che segue accaldata gli allenamenti, si soffermano su due questioni in particolare: Boakye, Corvia, Paponi, sono un sufficiente parco attaccanti per una salvezza meno tribolata? Acosty è valore aggiunto da mettere nello zaino di questo nuovo cammino o è meglio cederlo per monetizzare o per arrivare ad altri giocatori?

Le risposte saranno svelate ovviamente dal campo, comprese quelle sull’affidabilità o meno di Pinsoglio fra i pali. La speranza, ovvio, è vedere finalmente un Corvia più motivato, un Boakye meno involuto, e il solito Paponi che quanto a carattere e ambizione non ha nulla da invidiare a nessuno…poi, per carità, si può sempre migliorare.
Secondo molti Michele Rocca, classe 1996, vivaio Inter, mezzala abile negli inserimenti, in particolare, può rivelarsi una vera e propria sorpresa, portando qualche contributo in termini di goal, secondo altri con il nuovo allenatore, Moretti può finalmente diventare per la garanzia di un Latina importante nell’esperienza e nella proposta di gioco.
Insomma, come al solito, a inizio stagione di carne al fuoco ce ne è già tanta, come tanta è l’ atmosfera di incertezza sulla bontà, o meno della rosa allestita, ma è normale per una squadra il cui inevitabile obiettivo rimane pur sempre la salvezza, speriamo meno sofferta e traumatica.

imageQualche polemica l’ha generata la scelta della società di applicare all’esordio di Coppa Italia domenica sera contro il Matera i prezzi ordinari e tipici del campionato: non era il caso di dare un segnale di invito e di maggiore prossimità a un pubblico da avvicinare?
Sarà, infine, la prima stagione che si aprirà dall’inizio senza Ughetto Masulo, 50 anni di amore nerazzurro ai bordi di ogni campo in cui un giocatore nerazzurro ha posato il suo scarpino…a prescindere da chi sia stato e dall’ingaggio…questo sì è un vuoto che non si può colmare.

Ciao Ugo.. e alélatina, come tu ci hai insegnato a fare.

MC

 

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